associazione culturale
per la partecipazione politica
PROGETTO CITTA’
dall’urbanistica del mattone all’urbanistica
dei cittadini
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Alcune idee guida per avviare una riflessione
collettiva e un confronto pubblico
laboratoriorecanati@hotmail.com
OCCASIONE E
RISCHIO
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A Recanati è stato avviato il processo
(istituzionale, politico, sociale e culturale) di revisione del Piano
Regolatore Generale (PRG). E’ un’occasione per riflettere sul futuro della
città e per orientare le scelte fondamentali verso obiettivi di qualità.
In assenza di un dibattito
adeguato e di una partecipazione consapevole, la revisione del PRG potrebbe
risultare rischiosa poiché si ridurrebbe ad una mera espansione delle
possibilità edificatorie sulla spinta di interessi particolaristici e
speculativi e di visioni dello sviluppo ormai superate.
Con l’iniziativa sulla “Città dei bambini”
e quella su “Impresa e territorio” sono state individuate, a partire da punti
di vista ed interessi diversi (i soggetti deboli dell’infanzia e i soggetti
forti delle imprese), linee guida per lo sviluppo della città riconducibili a
due parole-chiave: qualità e sostenibilità
(sociale, economica, ambientale,
tecnologica e culturale).
¨
Recanati città delle bambine e dei
bambini
E’ un’idea di città tutta da
progettare e da realizzare ma che rappresenta la premessa indispensabile per
far essere Recanati una città accogliente e vivibile per tutti i cittadini.
Progettare tale idea di città
significa in primo luogo indicare un metodo: dare la parola ai bambini; far
emergere i loro bisogni; far crescere la consapevolezza di tali bisogni da
parte dei genitori; far maturare nei cittadini nuovi comportamenti sociali (più
attenti alla sicurezza, alla salute, alla ricchezza delle relazioni umane).
Si propongono non tanto strutture
ed opere quanto un lavoro di indagine e di conoscenza. Mentre si svolge questo
lavoro occorre però orientare verso obiettivi di qualità le scelte che, nel
frattempo, vengono fatte (e che determinano la “struttura della città”).
Solo qualche esempio: rinaturalizzazione
(che non significa solo più verde ma anche ritmi di vita e comportamenti
sociali diversi ); spazi per il gioco e percorsi pedonali sicuri (che
implicano un diverso modello di mobilità
urbana e di tempo libero). In caso contrario le “sacrosante esigenze” dei
cittadini più piccoli via via che emergono rischiano di infrangersi contro una
città chiusa ed ostile. La progettazione urbanistica deve essere disponibile ad
ascoltare le esigenze e a recepire, quando ci sono, le proposte dei bambini. Il rapporto tra la partecipazione dei cittadini
e la progettazione della città trova nei bambini una forza trainante ed
emblematica.
¨
Recanati città industriale e
Recanati città della cultura (e del turismo)
Da un lato il patrimonio
storico-culturale e paesaggistico-ambientale; dall’altro il distretto
industriale multisettoriale Recanati-Osimo-Castelfidardo (caratterizzato da
settori diversi da quelli tradizionali del modello marchigiano) configurano una
città con più vocazioni che vanno coordinate, integrate, rese compatibili.
Recanati è città industriale. Recanati
è città della cultura (non solo per Leopardi; c’è un qualificato patrimonio
storico-culturale, c’è un importante polo scolastico con un bacino di utenza di
circa centomila abitanti).
Un’industria di qualità per una
città della cultura e del turismo e viceversa. Il rapporto può essere diretto
(legame scuola-industria) e indiretto: l’identità culturale di Recanati come
“valore aggiunto” delle nostre produzioni industriali ed artigianali e,
viceversa, l’immagine internazionale
delle nostre aziende come fattore di promozione dei flussi turistici.
¨Dal distretto industriale alla comunità dei produttori
Le connessioni e le integrazioni
tra industria e cultura, tra industria e turismo, tra cultura e turismo
implicano il superamento della logica settoriale e una visione d’insieme del
territorio come risorsa, come “comunità dei produttori” di beni e servizi (di
produttori di beni industriali e agroalimentari, di servizi sociali e
turistici, di formazione scolastica e professionale, di attività culturali e
dello spettacolo).
Per realizzare tale progetto
occorre accrescere la cultura della qualità, dell’eccellenza, del “bello”.
Uno degli scopi dell’integrazione
tra formazione umanistica e formazione scientifica, tra cultura generale e
specializzazione tecnica, deve essere proprio quello di creare operatori nei
vari campi con una spiccata sensibilità verso la qualità estetica, verso la
sostenibilità ambientale e sociale e non solo economica delle attività produttive.
La politica urbanistica (comunale
e intercomunale, del PRG e del PTC) deve avere questa ispirazione e questa
finalità.
¨Il P.T.C.: dalla pianificazione comunale alla co-pianificazione
territoriale (cooperazione
tra provincia e comune; cooperazione tra comuni)
L’esistenza del P.T.C. aiuta (anche
se non garantisce automaticamente) il governo urbanistico del territorio.
Infatti è lo strumento che permette una co-pianificazione territoriale (attraverso
il coordinamento tra PRG e PTC). Nel
caso di Recanati è più corretto parlare dei P.T.C., poiché incide
indirettamente sul nostro territorio anche il P.T.C. della provincia di Ancona.
Il PTC non deve essere inteso come
uno strumento rigido che “opprime” e
“imprigiona” il territorio (è la visione caricaturale che
ne fa il centro-destra in nome
della quale spinge verso la “deregulation”), ma uno strumento che aiuta il PRG
ad affrontare quelle problematiche (il sistema ambientale, il sistema
insediativo, il sistema socio-economico) che hanno una dimensione più vasta e
più complessa del singolo comune.
Dal PTC della provincia di
Macerata emergono per Recanati e il suo comprensorio le seguenti indicazioni fondamentali:
a) calcolo rigoroso del fabbisogno residenziale e stop al consumo
del territorio per un evidente squilibrio del quadro insediativo (costa –
entroterra ; popolazione residente-numero di abitazioni) e per il “patologico”
aumento della superficie territoriale urbanizzata (tra Portorecanati e
Civitanova in 100 anni si è passati dal 3% al 40%);
b) razionalizzazione e recupero
dell’insediamento “diffuso”, degli edifici rurali, delle zone
industriali dismesse con tipologie edilizie esteticamente appropriate;
c) Recanati e Macerata fanno parte del nodo di servizio nazionale e
regionale dell’industria turistica e
culturale, per cui la scelta strategica di Recanati città della cultura e
del turismo è quanto mai fondata e realistica;
d) rinaturalizzazione dei sistemi ambientali e dei sistemi urbani:
recupero e rinaturalizzazione dei canali e dei vallati, parchi fluviali, fasce
boscate di protezione lungo le principali infrastrutture ed ai margini delle
zone produttive, boschi urbani, percorsi pedonali sicuri, piste ciclabili.
E’ carente nel PTC la trattazione
del problema della viabilità per il
comprensorio di Recanati.
LINEE GUIDA PER LO SVILUPPO DELLA
CITTA’
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Premessa
Il territorio è un bene finito non
una risorsa illimitata che può essere utilizzata in modo indiscriminato.
Il territorio è una risorsa
importante e strategica che va gestita come un bene collettivo.
Il territorio di Recanati conserva ancora
molti elementi di pregio che si possono riconoscere in un:
·
centro storico omogeneo, che ha conservato una sua organicità sostanziale, e ricco
di grandi complessi di alto valor
storico-artistico che rappresentano un collegamento diretto con il passato
ed una opportunità per il futuro (palazzo Leopardi, strutture conventuali come
Sant’Agostino e le Clarisse, Palazzo Venieri, villa Colloredo Mels ...);
·
territorio agricolo che, pur avendo subito notevoli trasformazioni dagli anni
·
nuove espansioni susseguitesi dagli anni
Oltre alle valenze fisiche e
strutturali, su questo territorio insiste un tessuto economico e sociale ricco e articolato che si esprime in attività produttive (agricoltura
industria e artigianato) e servizi (istruzione e formazione, centri culturali,
strutture sanitarie).
Dal punto di vista
organizzativo delle attività economiche
la città si dovrebbe muovere innanzitutto
nella direzione della conferma
della vocazione industriale, del rilancio dell’agricoltura, dello
sviluppo
e qualificazione del settore dei servizi (cioè sviluppo della formazione,
delle attività culturali e del turismo e dei servizi alle imprese).
La città ha espresso negli ultimi
anni una vocazione industriale a scapito
dell’agricoltura che ha coperto un ruolo marginale e residuale.
L’industria sta vivendo un momento
di grandi trasformazioni, che richiedono interventi mirati ad accompagnare il
passaggio a nuovi equilibri tra i vari
settori produttivi ed a garantire l’adeguamento della produzione
industriale ai nuovi scenari
internazionali.
Per l’agricoltura è ipotizzabile un rilancio nella direzione di una produzione di qualità con maggiore
impiego di tecnologie a basso impatto ambientale e di operatori specializzati.
Altro ruolo importante per
l’agricoltura è rappresentato dalla difesa
e presidio del territorio. Quindi vanno trovate forme che incentivino
azioni per la salvaguardia del territorio (corsi d’acqua scarpate, specie
vegetali, rimboschimenti, ecc.).
Ad esempio si potrebbe creare un
fondo per finanziare la piantumazione di
terreni limitrofi alle zone industriali, da far gestire agli imprenditori
agricoli, al fine di ridurre l’impatto ambientale dei complessi industriali e
di creare un cordone di verde che funga da filtro con la produzione agricola.
Un settore importante da sviluppare è quello dei servizi che può avere una funzione importante per una
maggiore qualificazione delle
attività agricole e industriali,
il settore rappresenta inoltre una importante fonte per l’occupazione.
Per servizi si deve intendere
tutto il comparto della scuola (già ampiamente presente), i centri culturali
legati sia alla ricerca che alla fruizione turistica e l’apparato socio
sanitario.
Occorre incentivare la vocazione
di città della cultura nella
direzione della valorizzazione della memoria del passato per qualificare una
struttura cha va dalla scuola di base, alla formazione specifica nei settori
locali strategici (design, turismo, agricoltura).
Un settore con ampie potenzialità di crescita è quello turistico attualmente marginale nel
complesso delle attività economiche.
E’ ovvio che per uno sviluppo di
questo settore è indispensabile conservare e migliorare le qualità del
territorio che rappresenta la risorsa fondamentale per questa attività. Il
territorio circostante non è solo da “ammirare” ma anche da “vivere” (nelle zone
rurali più pregiate occorrono percorsi per pedoni, per ciclisti e per altre
attività).
Solo un’offerta turistica integrata e polivalente (beni culturali,
agriturismo, visita ai centri vicini, fruizione del mare, ecc.) e una città
accogliente e ben organizzata possono favorire la permanenza dei turisti.
PROPOSTE
¨Centro storico
Il centro storico necessita di un
collegamento effettivo con l’autostrada e di un punto di arrivo; quest’ultimo può
essere individuato nell’area dell’ex Campo di Marte e viale Adriatico che deve
diventare una nuova porta di accesso alla città.
Tale struttura deve essere pensata
come supporto al centro storico e facilitarne l’accesso e non entrare in
competizione con le strutture commerciali esistenti. No al progetto
Centro-città e alternativa “leggera” (strada di accesso alla città, parcheggi,
recupero o abbattimento di edifici fatiscenti).
Contestualmente alla risoluzione
del problema dell’accesso alla città e della sosta occorre procedere ad una
graduale pedonalizzazione.
L’obiettivo immediato è la pedonalizzazione
di Montemorello (è scandaloso offrire ai turisti la Piazzuola del Sabato del
Villaggio intasata di auto). L’obiettivo finale è la pedonalizzazione da
Montemorello a Via 1 luglio.
¨Aree urbanizzate
Occorre ridisegnare in modo deciso
l’esistente attraverso l’individuazione di parti di città omogenee per
caratteristiche sia tipologiche che topografiche.
Tutto il contesto edificato deve
essere oggetto di una progettazione specifica non limitata ad indicazioni di
tipo urbanistico ma che preveda interventi progettuali da realizzare in
sinergia con operatori privati.
Questi nuclei (che non debbono
corrispondere necessariamente ai quartieri che compongono il centro
abitato) debbono essere strutturati in
modo da permettere una vita sociale e di relazione a tutte le fasce di età.
Ogni parte di città deve avere un
centro di aggregazione, aree verdi, percorsi pedonali interni e di collegamento
con altre zone.
La struttura dei collegamenti deve
seguire una logica a rete e prevedere percorsi pedonali e ciclabili.
Nel centro storico e nelle aree
“vincolate” si deve prevedere la possibilità di interventi nuovi di alta
qualità architettonica, come pure di interventi artistici, secondo procedure
concorsuali pubbliche che a loro volta forniscano occasione di crescita
culturale e marketing per la città.
Le aree già urbanizzate debbono
essere oggetto di un intervento di riqualificazione attento alle qualità
architettoniche con interventi di arredo urbano inteso come ridisegno degli
spazi pubblici e riqualificazione dell’edilizia privata.
¨Percorso pedonale di circonvallazione
Al fine di ridefinire il rapporto
tra le aree edificate e la campagna si
può ipotizzare un percorso strutturato e alberato che disegni il confine tra le
aree urbanizzate ed il territorio agricolo. Il percorso sia pedonale che ciclabile
dovrà rappresentare una struttura rivolta sia ai cittadini recanatesi che ai turisti.
¨Campagna
L’edificazione nelle aree agricole
deve essere limitata alle esigenze della conduzione dei fondi; eventuali nuove
strutture debbono seguire un criterio tipologico legato alle forme tradizionali
(incentivate con: semplificazioni burocratiche, detassazione, contributi ecc.).
Con un attento controllo si
possono prevedere anche architetture sperimentali (gestite da professionisti
qualificati e con procedure dedicate, cioè in cui si individuano i criteri di
qualità, sperimentazione e innovazione).
Il patrimonio edilizio storico
esistente deve essere conservato con
interventi che tendono alla conservazione delle caratteristiche tipologiche dei
manufatti, nonché dei loro materiali e stato antico in cui si trovano .
Occorre anche prevedere una
strategia di intervento che riguardi gli edifici
di recente costruzione, nella quasi totalità in contrasto con l’ambiente
sia per dimensioni che per elementi di finitura.
Per questo rilevante patrimonio
edilizio è ipotizzabile operare nel momento in cui sono necessari interventi di
manutenzione, fase nella quale l’amministrazione può dettare norme tendenti a
mitigare l’impatto ambientale dei manufatti.
¨Musei
Ci vuole un loro ripensamento
orientato a due fini ben precisi:
1.
valorizzazione
“scientifica” (tipo: Recanati adotta Lorenzo Lotto. La città si è fornita di
una esposizione adeguata e detiene un nucleo di rilievo internazionale; occorre
trasformarlo in un centro di iniziativa permanente sull’arte del Cinquecento e
di Lotto in particolare, con strutture fondi e iniziative adeguate);
2.
il
museo deve diventare una macchina integrata con attività legate al tempo libero,
ad esempio luogo di esposizione per la moda, lo
spettacolo ed altro.
¨Teatro
Considerate le oggettive
difficoltà che presentano la gestione amministrativa e la direzione artistica di un teatro è necessario:
1. l’inserimento del Teatro di Recanati nel
sistema produttivo e progettuale dei teatri marchigiani ed in particolare in
quello dei “piccoli teatri” della provincia di Macerata; ciò garantirebbe
l’esistenza del teatro inteso come “fabbrica dello spettacolo”, la possibilità
di produzioni di alto profilo ed una promozione fortemente rafforzata in quanto
associata a quella degli altri teatri della rete;
2.
istituire una fondazione, della quale il Comune sia socio fondatore e
promotore, aperta a tutti quei soggetti che abbiano competenze e meriti per farne parte, che
garantisca la direzione amministrativa e i servizi di segreteria e nomini un
responsabile artistico con un suo team per elaborare la programmazione annuale.